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A passo d’asino

Dicembre 31st, 2007 · No Comments

L’embargo del carburante a Gaza riporta alla ribalta il mezzo di trasporto di un tempo

Gaza City. La prima cosa a venirci incontro appena superato il valico di Erez, l’accesso settentrionale alla Striscia di Gaza, quando da lontano compare la città e intorno ci sono soltanto scheletri di case, è un carretto trainato da un asino. Potrebbe quasi sembrare un’immagine romantica, come la residua testimonianza di un tempo che fu.
Foto di Milena NebbiaProseguendo lungo la strada, invece, ci si rende conto che i mezzi trainati da animali sono moltissimi, trovano con disinvoltura la loro collocazione accanto alle auto e trasportano persone e cose. In realtà questo è il risultato del declino delle condizioni di vita della gente dell’enclave di Gaza, a causa dello strettissimo assedio imposto da Israele da quando Hamas si è impossessato del potere a metà giugno.Quale risultato dei sei mesi della chiusura dei valichi, i gazawi stanno patendo la scarsità di materiali di ogni tipo, di prodotti alimentari, di benzina. Ciò ha fatto sì che i prezzi di qualsiasi cosa a Gaza siano elevatissimi, inclusi quelli degli animali, in particolare degli asini. I residenti affermano che i prezzi degli asini, dei muli e dei cavalli nel mercato del bestiame di Gaza, sono molto aumentati rispetto a quelli del periodo precedente all’assedio israeliano. Proprio nel corso di questa crisi del gasolio, molti autisti hanno deciso di vendere la propria auto e di comprare un asino o un mulo, dicendosi: gli animali non hanno bisogno di benzina e di pezzi di ricambio… Però, dato il generale aumento dei prezzi, anche quello degli animali è aumentato, anche fino al 60% rispetto al periodo precedente alla metà di giugno, quando Hamas ha preso il posto delle forze di sicurezza di Mahmoud Abbas prendendo il controllo della Striscia.

Foto di Milena NebbiaIsraele, com’è noto, ha deciso di ridurre l’afflusso di benzina su Gaza in risposta agli attacchi lanciati dai militanti di Hamas nei confronti dei territori meridionali israeliani. Naturalmente la carenza della benzina ha fatto aumentare il costo dei trasporti, prodotto ulteriore disoccupazione, che attualmente raggiunge il 70 per cento. Saber al-Jobour del Sud di Gaza, che possedeva un’auto con la quale distribuiva frutta e verdura lungo la Striscia, ha deciso di vendere il proprio mezzo a motore, comprando al suo posto un asino con il carretto. “Ho venduto la mia auto – dice – perché la benzina non si trovava più o era carissima. Ho deciso di comprarmi un carretto, anche se non è così veloce come un’auto, per continuare a fare il mio lavoro”. “Vendo cocomeri, cipolle e altra frutta e verdura – dice – vado in giro solo nelle vicinanze, ma almeno non ho bisogno di benzina o parti di ricambio”. Il prezzo di un asino al mercato del bestiame è anch’esso cresciuto notevolmente, si può arrivare fino a 800 dollari, il che è sempre meno di un’auto che costa 8000 dollari, e poi non ha bisogno di benzina. “Il prezzo comunque varia da asino ad asino, dipende tutto ovviamente dall’età – dice al mercato uno dei venditori – siamo in grado di valutarne l’età guardando i loro denti”.

Scritto per noi da Milena Nebbia

PeaceReporter

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