Oceano blu”, vincitore di ben 15 corse agonistiche, non ce l´ha fatta. Anche “Iceman”, il suo vicino di box, è morto mentre le fiamme avvolgevano a poco a poco la baracca nella quale era ospitato. Tentava disperatamente di salvarsi, ma lo hanno trovato carbonizzato nel cortile antistante. Sono in totale otto i cavalli morti ieri pomeriggio per un incendio sviluppatosi nella scuderia Triolo, adiacente all´Ippodromo delle Capannelle.
Un mozzicone di sigaretta dimenticato acceso o forse un atto vandalico di qualche concorrente potrebbero aver scatenato l´inferno intorno alle 15 e 30, proprio quando le corse erano in pieno svolgimento e l´attenzione di tutti andava al terreno di gioco.
L´allarme è stato dato da Antonino Oliverio, responsabile della sicurezza della struttura, che ha visto una densa nube di fumo uscire dal capannone gestito dal signor Filippo, conosciuto nell´ambiente perché fa il fantino e i suoi cavalli gareggiano anche più volte a settimana.
I vigili del fuoco, accorsi subito sul posto insieme agli uomini della protezione civile , sono riusciti a salvare dalle fiamme 14 cavalli sui 22 ospitati nella baracca, che come tante altre lì intorno era costruita abusivamente su terreno demaniale.
Il lavoro di spegnimento del fuoco è stato aggravato dal fatto che gli animali si trovavano all´interno di box in legno, materiale infiammabile per eccellenza.
Passata la paura, è il momento della conta dei danni, delle accuse e dei sospetti. Filippo Triolo, proprietario dei cavalli, parla di una perdita di 100 mila euro ed esclude che l´incendio possa essere stato appiccato volontariamente. «Non ho nemici, e pago un fitto regolare per la struttura che non è abusiva. Posso pensare al massimo a una disattenzione, magari un mozzicone di sigaretta lasciato acceso» ha detto.
I carabinieri, però, non escludono che si tratti di un atto doloso e stanno indagando per capire se la rivalità agonistica tra fantini e scuderie può essersi tramutata in qualcosa di più grave. Forse in un atto che voleva essere solo intimidatorio, degenerato poi in una situazione pericolosa della quale si è perso il controllo, oppure in un “regolamento di conti” che dal campo si è spostato sul terreno che ospita le costruzioni abusive.
Non convince troppo neppure la cifra indicata dalla scuderia Triolo: il giro d´affari che ruoterebbe intorno ai cavalli morti sarebbe ben più ingente, stando a quanto emerge dai primi sopralluoghi fatti sul posto. Sotto indagine, manco a dirlo, c´è anche il sottobosco legato alle scommesse clandestine.
(17 settembre 2007)
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1 commento al momento ↓
1 halima // Set 20, 2007 at 11:26 am
Ecco ciò che accade con strutture non adatte ai cavalli…non esiste rinchiuderli nelle baracche o in scuderie non ignifughe e non a norma…Quantomeno permettere una via di fuga che deve sempre esistere in una buona scuderia… Quantomeno fornire la scuderia di un guardiano, di telecamere e allarmi in caso di intrusione. Quantomeno questo.Non devono rimetterci animali obbligati a vivere una vita all’ ombra di esseri umani con un’ etica discutibile…il mondo delle corse e dell’ agonismo in generale non rispetta i cavalli in quanto animali con un’ anima bensì li rispetta come oggetti che portano soldi e ricchezza…..
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